Ipertensione: definizione, classificazione, prevenzione

Che cos’è l’ipertensione?

L’ipertensione viene definita come una pressione sanguigna media di 140/90 o maggiore e/o l’uso corrente di medicinali antiipertensivi.

Classificazione dell’ipertensione

E’ classificata come essenziale o primaria e secondaria.

Ipertensione essenziale

Fino al 95% dei soggetti con un’elevata pressione sanguigna hanno un’ipertensione essenziale o primaria.
La causa non può essere determinata anche se probabilmente è conseguenza di:

  • fattori ambientali (e tra questi la dieta ha un ruolo importante);
  • fattori genetici (l’interesse si è focalizzato sui fattori che influenzano la risposta pressoria all’assunzione di sale: sono stati identificati diversi genotipi, e molti di questi influenzano l’asse renina-angiotensina-aldosterone o il trattamento del sale a livello renale);
  • interazioni tra fattori ambientali e genetici.

Ipertensione secondaria

E’ causata da altre patologie, solitamente endocrine.

I rischi legati all’ipertensione

Ipertensione
Fig. 1 – Effetti della Pressione Alta

L’ipertensione è il problema di salute pubblica più comune nei paesi industrializzati.
Negli USA ben 50 milioni di adulti, un quarto della popolazione, ne soffre mentre a livello mondiale la sua diffusione dovrebbe aumentare da circa un miliardo di persone affette nel 2000 ad 1,5 miliardi nel 2025.
E’ un importante fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari (CVD, acronimo dell’inglese CardioVascularDiseases), ed il principale fattore di rischio per l’ictus (è responsabile di circa il 62% di tutti gli ictus).
Spesso viene definita “killer silenzioso” in quanto le persone affette possono essere asintomatiche per molti anni e poi andare incontro ad un attacco di cuore fatale.
Un’elevata pressione sanguigna è anche un fattore di rischio comune ed importante per l’insufficienza renale.
Una pressione sanguigna al di sopra dei valori ottimali, anche se non ancora nell’intervallo ipertensivo o pre-ipertensivo, conferisce comunque un aumento del rischio di malattie cardiovascolari come mostrato dal fatto che quasi un terzo delle morti da malattia coronarica correlate alla pressione sono stimate accadere in soggetti non ipertesi con pressione sistolica di 120-139 mm Hg, o diastolica di 80-89 mm Hg (all’incirca il 31% della popolazione generale ha una pressione nell’intervallo non ipertensivo ma comunque sopra quello ottimale).
Ciò significa che il rischio di malattie cardiovascolari aumenta per tutto l’intervallo pressorio a partire da 115/75 mm Hg, includendo quindi anche l’intervallo pre-ipertensivo.
Se si considerano insieme ipertesi e pre-ipertesi sono compresi oltre la metà degli statunitensi adulti.
I soggetti pre-ipertesi hanno un elevato rischio (90%) di sviluppare nel tempo l’ipertensione, sebbene il passaggio non sia inevitabile.

Nota: in media, i neri hanno una pressione sanguigna più alta dei non neri ed un aumentato rischio di complicazioni correlate alla pressione stessa, in particolare ictus ed insufficienza renale. D’altro canto ottengono una riduzione della pressione maggiore rispetto ai non neri da parte di diversi interventi non farmacologici (vedi sotto).

Comunque l’ipertensione è uno dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari maggiormente modificabile.

Ipertensione nella terza età

La prevalenza della malattia aumenta con l’aumentare dell’età: più della metà della popolazione adulta oltre i 60 anni è ipertesa.
Il rischio correlato all’età è funzione di variabili legate allo stile di vita piuttosto che all’invecchiamento in se: l’aumento di peso, la scarsa attività fisica, l’uso eccessivo di sale, grassi e grassi saturi, colesterolo ed alcool, e un basso apporto di frutta e verdura fresca di stagione sono responsabili per la gran parte dell’aumento dei valori pressori che si osserva l’avanzare degli anni.
Studi condotti su vegetariani che vivono in paesi industrializzati hanno mostrato che tali abitudini alimentari sono associate con una pressione marcatamente più bassa se comparata a quella dei non vegetariani; inoltre si verifica un minor aumento della pressione con l’aumentare dell’età.

Ipertensione ed età pediatrica

Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della Johns Hopkins University (USA) la prevenzione dell’ipertensione ha inizio nell’infanzia.
Una meta-analisi su studi condotti su diverse popolazioni, pubblicati tra gennaio 1970 e luglio 2006, che hanno esaminato il cammino della pressione dall’infanzia all’età adulta, ha mostrato che la pressione dell’infanzia è associata con quella nei periodi successivi della vita, e che un valore elevato nell’infanzia è probabilmente di aiuto nel predire l’ipertensione nell’età adulta.
Nota: recenti studi mostrano che l’aumentata pressione sanguigna tra i bambini è correlata alla crescente epidemia di obesità.

Come prevenire l’ipertensione

Ipertensione
Fig. 2 – Vegetali e Latticini

Nelle ultime due decadi negli USA è stato documentato un trend discendente della pressione sanguigna: l’adozione di uno stile di vita più salutare ha contribuito a ciò, e ha dato alla dieta un ruolo prominente.
Inoltre, tra il 1980 e il 2000 anche il tasso di mortalità per malattia cardiaca coronarica è stato dimezzato, e circa la metà del calo è attribuibile alle variazioni dei fattori di rischio più importanti che includono la riduzione del colesterolo totale, della pressione sanguigna sistolica (20%), del fumo e dell’inattività fisica.

Le modificazioni consigliate dello stile di vita che riducono efficacemente la pressione sanguigna sono:

Quindi, il fattore critico è l’adozione di uno stile di vita salutare!!!
Questi cambiamenti rappresentano l’arma di prima linea nella lotta contro la pressione alta, e non dovrebbero essere fatti uno alla volta: i migliori risultati sono ottenuti quando avvengono insieme, come mostrato da due studi in cui interventi “multicomponent” hanno ridotto la pressione sanguigna nei partecipanti ipertesi e non ipertesi.
Per tutte questi motivi si ritiene che l’ipertensione possa essere prevenuta.

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