Ipercolesterolemia: nutrizione e prevenzione

Le cause dell’ipercolesterolemia

Ipercolesterolemia: Cibi Lavorati e Colesterolo
Fig. 1 – Cibi Lavorati e Colesterolo

L’ipercolesterolemia può essere dovuta a diversi fattori che possono essere presenti singolarmente ma più spesso insieme.
Quali sono?

  • Un’aumentata assunzione di colesterolo con l’alimentazione (di per se poco importante).
  • Un’aumentata assunzione di particolari grassi capaci di aumentare la produzione endogena di colesterolo (molto importante).
  • Il sovrappeso.
  • Cause genetiche.

Ipercolesterolemia e colesterolo alimentare

Per ridurne il consumo a quantità accettabili è consigliabile diminuire l’uso di prodotti di origine animale, utilizzare latte parzialmente scremato o scremato, formaggi con basso contenuto in grassi (ricotta, formaggio magro a fiocchi), yogurt magro, carne magra e moderare il consumo di uova (per quasi azzerarne il contenuto in colesterolo è sufficiente eliminare il “rosso”).
Attenzione: molti prodotti vengono pubblicizzati come non contenenti colesterolo. Questo è sicuramente vero ma, ciò che in realtà è importante ai fini della colesterolemia è il contenuto ed il tipo di grassi del prodotto stesso in quanto oltre l’80% del nostro colesterolo lo fabbrichiamo noi a partire dai grassi ed anche dai carboidrati e dalle proteine in eccesso.
I grassi in grado di aumentare la produzione endogena di colesterolo, e quindi concorrere all’instaurarsi della ipercolesterolemia, sono gli acidi grassi saturi e gli acidi grassi trans.

Ipercolesterolemia e acidi grassi saturi

Sono presenti nella carne e nel latte ma anche, ed in elevata quantità, negli oli vegetali come quello di palma, di semi di palma e di cocco.
Cosa fare:

  • è possibile eliminare il grasso visibile dalla carne o acquistarne tagli magri;
  • sostituire il latte intero, il burro, i formaggi grassi, le creme, il gelato con prodotti con un contenuto in grassi più moderato come lo yogurt magro (1,9 grammi di grassi per 100 grammi di prodotto), il latte parzialmente scremato o scremato, la ricotta, il formaggio magro a fiocchi, eliminando o riducendo ad assunzioni sporadiche gli altri.

I grassi vegetali citati sono largamente utilizzati nell’industria dolciaria come per i prodotti fritti (quando negli ingredienti si trova “olio vegetale” non si tratta mai di olio extravergine di oliva).

Ipercolesterolemia ed acidi grassi trans

Costituiscono un fattore di rischio molto elevato, e non solo riguardo allo sviluppo della ipercolesterolemia. Studi condotti su volontari ne hanno evidenziato una grande capacità aterogenica dovuta a modificazione a carico delle lipoproteine plasmatiche: si osserva una diminuzione dei livelli delle HDL (acronimo dell’inglese High Density Lipoprotein), il “colesterolo buono”, e un aumento dei livelli delle LDL (acronimo dell’inglese Low Density Lipoprotein), il “colesterolo cattivo”, e dei trigliceridi. Il problema riguardo alla salute pubblica non è affatto trascurabile come hanno sottolineato esperti della FAO/WHO; dal canto suo la Food and Drug Administration (FDA) ha proposto di segnalarne il contenuto sulle etichette.

Dove si trovano?
Un po’ ovunque:

  • in molti alimenti per bambini,
  • nei prodotti da forno industriali come cracker, grissini, biscotti, pani confezionati, e praticamente tutte le “merendine” ricercate dai ragazzi, per le “sorpresine”, e dalle mamme, per praticità e per “risparmiare tempo”;
  • in molti cibi da forno industriali come le zuppe, i piatti pronti, freschi o surgelati, le paste di base per confezionare torte e pizze casalinghe;
  • nei dadi da brodo di qualsiasi provenienza;
  • nelle caramelle morbide;
  • in alcuni cereali per la prima colazione;
  • nei gelati, nei surrogati vegetali della panna e nella margarina;
  • in molte conserve vegetali incluse le marmellate.

Attenzione: per quello che riguarda il contenuto in acidi grassi saturi e trans molto spesso non ci sono differenze tra i prodotti classici e quelli “naturali” o “biologici”.

Cosa fare?
Evitare di acquistare prodotti che nella composizione presentano grassi/oli vegetali idrogenati o parzialmente idrogenati. In ogni caso va sempre letta la composizione dell’alimento in esame.
Evitare ovviamente di acquistare prodotti fritti.

Perché vengono utilizzati?
I prodotti con grassi parzialmente idrogenati non irrancidiscono anche dopo tempi piuttosto lunghi. Questo rappresenta un enorme vantaggio per chi deve trasportare il prodotto da un continente all’altro dove magari le condizioni di conservazione non saranno ottimali. E’ per questa ragione che i grassi idrogenati, e di conseguenza i “trans” sono aggiunti anche in prodotti che non li richiedono, come i gelati e il burro di arachidi.

In definitiva attenzione alle campagne pubblicitarie che spacciano per salutare qualsiasi tipo di grasso vegetale.

Ipercolesterolemia e sovrappeso

L’aumento del peso corporeo contribuisce in modo significativo all’ipercolesterolemia. Per molte persone la riduzione degli acidi grassi saturi e trans e del colesterolo alimentare non si accompagna ad una riduzione della colesterolemia fino a che non c’è un concomitante calo del peso corporeo.
Cosa fare per tenere sotto controllo il peso corporeo:
ridurre il consumo di grassi di origine animale (carne e prodotti caseari);
ridurre i cibi ricchi di zuccheri semplici come dolci, soft drinks, dessert, caramelle e biscotti;
non ripristinare le calorie eliminate nei due punti precedenti con un eccessivo consumo di olio extravergine di oliva e amido (pasta, patate, riso, pane);
aumentare l’attività fisica privilegiando l’esercizio aerobico (per intendersi non farsi venire il “fiatone”);
aumentare il consumo di frutta e verdura; la tavola deve essere ricca di colori cioè di frutta e verdura di diverso genere.

Ipercolesterolemia e cause genetiche

E’ necessario un intervento farmacologico prescritto dal proprio medico curante che deve essere comunque associato ad adeguati consigli nutrizionali.

Infine è assolutamente sconsigliato fumare.

Bibliografia

Mahan L.K., Escott-Stump S.: “Krause’s foods, nutrition, and diet therapy” 10th ed. 2000

Shils M.E., Olson J.A., Shike M., Ross A.C.: “Modern nutrition in health and disease” 9th ed., by Lippincott, Williams & Wilkins, 1999

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