Emissione di gas serra e Dieta Mediterranea

Gas serra e Dieta Mediterranea

Gas Serra
Fig. 1 – Consumo di Carne e Gas ad Effetto Serra

La Dieta Mediterranea è in grado di migliorare la salute pubblica anche concorrendo alla riduzione delle emissione dei gas serra (anidride carbonica (CO2), metano, ossido di azoto e simili) legate alla produzione di alimenti, soprattutto carne (i 4/5 delle emissioni legate all’agricoltura derivano dal settore zootecnico).
La popolazione sta crescendo, supererà i 7 miliardi entro il 2012 e secondo le previsioni arriverà a 9 miliardi nel 2046. Tale crescita è accompagnata anche da un aumentato consumo pro capite di carne: è stato stimato che l’aumento della popolazione causerà entro il 2030 un incremento della produzione di carne dell’85% rispetto al 2000, per la maggior parte sostenuto dalla crescente domanda che proverrà dai paesi in via di sviluppo. Dal punto di vista ambientale ciò è un fenomeno estremamente pericoloso in quanto le emissione di gas responsabile dell’effetto serra provenienti dal settore zootecnico sono maggiori di quelle dovute ai trasporti (18% contro 14% del totale) e sono seconde solo a quelle della produzione di energia (21% del totale).

Gas serra ed allevamento bovino

Analizzando nel dettaglio i gas ad effetto serra derivanti dall’allevamento bovino (il maggiore responsabile dell’emissione nel comparto zootecnico):

  • circa il 40% deriva dalla perdita di piante annuali, erbe e alberi che ricoprirebbero il terreno dove si coltiva il foraggio (la maggior parte della CO2 deriva proprio dalla deforestazione);
  • il 32% dalle emissioni di metano da parte dei rifiuti animali e ad opera degli animali stessi come conseguenza dei processi digestivi;
  • il 14% dai fertilizzanti per la coltivazione dei cereali da foraggio (servono 16 chili di cereali da foraggio per ogni chilogrammo di carne consumata);
  • il restante 14% dalla produzione agricola generale.

Confrontando le emissioni di gas serra dovute alla produzione di diversi cibi (sono considerate porzioni da 225 g) con quelle rilasciate da una macchina a benzina che fa circa 12 chilometri con un litro i numeri parlano da soli:

  • patate = 0,17 miglia – 300 metri o 59 g di CO2 equivalente
  • mele = 0,2 miglia – 320 metri 68 g di CO2 equivalente
  • asparagi 0 0,27 miglia – 440 metri 91 g di CO2 equivalente
  • pollo = 0,73 miglia – 1,17 chilometri 249 g di CO2 equivalente
  • maiale = 2,52 miglia – 4,1 chilometri 862 g di CO2 equivalente
  • manzo = 9,81 miglia – 15,8 chilometri 3,36 Kg di CO2 equivalente

Quindi mangiando 225 grammi di manzo siamo corresponsabili del rilascio in atmosfera di una quantità di gas serra quasi 13 volte maggiore di quella rilasciata se consumassimo una eguale quantità di pollo e addirittura 57 volte maggiore se consideriamo le patate.
Per fare un altro esempio produrre i 41 chili di carne bovina consumata annualmente dallo statunitense medio genera la stessa quantità di gas serra di un’automobile che percorra 3000 chilometri.

Conclusioni

La Dieta Mediterranea è caratterizzata dalla prevalente assunzione di cibi di origine vegetale come verdura, legumi, cereali ed olio extravergine d’oliva mentre è ridotta l’assunzione di carne, soprattutto rossa. Da quanto esposto in precedenza è evidente il minor impatto ambientale, ed i conseguenti benefici per la salute pubblica ad esso legati, della Dieta Mediterranea rispetto ad altri regimi alimentari dove l’apporto di carne, specialmente rossa, è decisamente maggiore.

Quindi il singolo dovrebbe valutare accuratamente la propria dieta non solo per le conseguenze dirette su se stesso ma anche per quelle sul pianeta e quindi di nuovo su se stesso.

Bibliografia

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